“Ero su quella nave senza salvagente, uscivo dal buio verso una meta sconosciuta con il cuore tra le mani, con il copro appoggiato alla valigia rossa. Giurai a me stessa che non mi sarei addormentata quella notte, non avrei più chiuso gli occhi.
Avrei atteso il sorgere dell’alba, avrei abbracciato con lo sguardo i primi raggi del sole, avrei guardato il cielo cercando i disegni delle scie degli aerei, domandandomi se da là sopra riuscissero a vedere la nave che tagliava le onde.
Avrei scrutato l’orizzonte immenso, avrei ascoltato il fragore del mare, avrei cercato nella schiuma delle onde frastagliate i ricami bianchi.
Avrei amato per sempre il mio mare.
Certa che mi avrebbe indicato la strada giusta.”

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“Dal silenzio alla Forza”
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Teco Giulia Nannini




